La metodologia di lavoro con i gruppi di giovani in contesti informali deve seguire un iter, utile al raggiungimento di alcuni basilaro obiettivi per far sì che l'educatore lasci il proprio personale messaggio di responsabilità e autonomia ai giovani che incontra. Le varie fasi sono:
- Mappatura ;
- L'approccio iniziale coi giovani nei loro contesti di aggregazione ;
- La frequentazione del gruppo ;
- La definizione dell'obiettivo minimo da raggiungere ;
- L'individuazione di un percorso progettuale ;
- La celebrazione dell'obiettivo raggiunto ;
- L'autonomia del gruppo.
La Mappatura
Col termine "Mappatura" intendiamo la prima fase del lavoro in strada coi giovani nei contesti di aggregazione informale : rappresenta pertanto la fase iniziale del lavoro di un educatore. La mappatura pertanto, consiste in una raccolta di tutte le informazioni mutili circa le varie attività dei giovani, il loro aggragarsi in strada, le varie caratteristiche dei gruppi, la loro effettiva stanzialità. Parallelamente vi è l'incontro con "adulti significativi", ovvero persone che si rapportano quotidianamente coi giovani nella quotidianità, ad esempio i gestori delle varie attività commerciali presenti nel territorio, i responsabili di associazioni sportive e culturali, i sacerdoti delle parrocchie della zona, etc... Proprio da quì parte il lavoro in strada degli educatori: gli adulti significativi facilitano lo svolgimento di future iniziative mirate a coinvolgere i giovani nei vari contesti aggregativi, ma altresì vi è l'intento di realizzare interventi che abbiano ricadute positive sull'intera popolazione locale e sulla rete di relazioni esistenti.
L'approccio iniziale coi giovani
E' giunta l'ora di rimboccarsi le meniche e di entrare realmente e appieno con la realtà giovanile..è giunto il momento di darsi realmente da fare e di stabilire il primo contatto coi giovani. In questa prima fase, la più delicata a mio avviso, denominata di aggancio gli educatori/animatori si presentano al gruppo, con semplicità, spiegando brevemente di cosa si occupano e il motivo della presenza in zona : è una fase estremamante delicata, un cattivo rapporto da parte degli educatori coi giovani può sfociare in un rifiuto da parte dei giovani. In questa prima fase l'empatia gioca un ruolo determinante : compaiono i primi atteggiamenti chiave, fondamentali per la riuscita coi giovani, come ad esempio la non invadenza, l'ascolto, la valorizzazione...atteggiamenti questi, presenti in tutta la relazione coi giovani.
La frequentazione del gruppo
Auspicandoci che il primo approccio col gruppo di giovani incontrato abbia avuto un risultato positivo va ora in scena l'altra parte di contatto coi giovani: gli educatori cominciano a frequentare il gruppo agganciato, cercando di conoscere il più possibile i ragazzi e facendosi conoscere da loro. Compare quindi una prima fase di studio reciproco dove, da un lato gli educatori potranno farsi un immagine sul tipo di giovani coinvolti, dall'altro lato i ragazzi potranno contatare con che tipo di "adulti" hanno a che fare...
In questa fase di frequentazione possono emergere nel gruppo di giovani proposte e bisogni che il gruppo manifesterà nei confronti degli educatori: non sempre, però, tutto è di semplice realizzo! Potrebbe accadere che i ragazzi manifestino il desiderio di realizzare certi loro progetti di gruppo, per il loro star insieme...e nasce pertanto l'aspettativa da parte loro che proprio gli educatori abbiano il "compito" di soddisfare i loro desideri.
La definizione dell'obiettivo minimo raggiungibile
Partendo proprio da questa proposta del gruppo, spetta proprio agli educatori/animatori lavorare coi ragazzi, relazionandosi, al fine di individuare un obiettivo concreto, che si possa realmente raggiungere! Si tratta, in soldoni, di guardar in faccia la realtà dei fatti, i contesti di interazione, i luoghi di incontro... Col termine minimo intendiamo un obiettivo alla portata del contesto, raggiungibile entro terminiaccettabili per i ragazzi: contateranno coi loro occhi un'esperienza positiva di vivere insieme! Rimanere coi piedi per terra è il pre-requisito necessario al fine di evitare proposte troppo complesse e di difficile realizzazione.
L'individuazione e la realizzazione di un percorso progettuale
E' la fase più propositiva e creativa dell'esperienza in strada! Gli educatori/animatori individuano, col contributo dei ragazzi, un percorso per il completo raggiungimento dell'obiettivo prefissato, indicando i tempi necessari e scegliendo gli strumenti adatti a soddisfare lo scopo; nella realizzazione si procederà per gradi, per "step" successivi, ovvero le singole tappe che andranno a formare l'obiettivo finale. In tutto ciò la flessibilità non deve mancare: costituirà l'elemento chiave al superamento di eventuali ostacoli durante il percorso! L'animatore costiturà il coordinamento delle varie tappe, il sostegno utile ai ragazzi nella costruzione del loro risultati.
La celebrazione dell'obiettivo raggiunto
E' arrivato il momento! Finalmente! La costruzione dell'evento ideato dal gruppo con l'ausilio degli educatori/animatori può avere inizio! In questa fase gli educatori hanno uno straordinario compito da perseguire: rendere maggiormente consapevoli i ragazzi delle loro potenzialità/capacità nell'esprimere idee, desideri, e di tradurli in qualcosa di concreto e possibile. E' un po' come dir loro: tutto si può fare!
La celebrazione dell'evento da modo anche alla comunità locale di osservare da vicino i ragazzi, la loro creazione, la loro creatività, aggiungendo un'immagine diversa da quella fatta fino a poco tempo fa'!
Conseguentemente spetta agli educatori se poter ritenere concluso o meno il percorso progettuale attuato con i ragazzi: è il momento dei saluti, la relazione tra gli educatori e i ragazzi potrebbe incontrare una separazione, laciando ai ragazzi dei punti di riferimento per eventuali contatti futuri.
L'autonomia del gruppo
E' l'obiettivo finale dell'intervento di animazione di strada: l'obiettivo di quest'ultima fase non è costruire relazioni per definire una dipendenza dei giovani dagli educatori, bensì al centro dell'attenzione si pone l'espressione, la valorizzazione, il potenziamento delle risorse dei giovani e del gruppo per favorire una maggiore capacità autorganizzativa.