Talvolta nelle attività che un educatore svolge a contatto con i giovani e le loro dinamiche può succedere che commetta un grossissimo errore, banalissimo.. o che tralasci qualcosa di realmente fondamentale per l'attività da svolgere. Stiamo parlando dell'ascolto, di saper ascoltare, una competenza questa che, assieme a quelle citate precedentemente, risulta essere complementare per il lavoro da svolgere in strada a contatto coi giovani e le loro realtà. Non stiamo parlando del semplice sentire. Non si ascolta con le orecchie ma con la mente e con il cuore.
L’ascolto è un atto volontario che oltrepassa le parole: esso non si affida al semplice registrare ciò che l’altro dice! Ma il capire tra le righe di ciò che viene detto, la realtà da non tralasciare, il disagio che circonda il contesto di operatività.
L’ascolto è un atto volontario che oltrepassa le parole: esso non si affida al semplice registrare ciò che l’altro dice! Ma il capire tra le righe di ciò che viene detto, la realtà da non tralasciare, il disagio che circonda il contesto di operatività.
Cos'è, quindi, l'ascolto? E' un processo attivo che richiede impegno e concentrazione, nonché la capacità di liberarsi da ogni pregiudizio, di vedere le realtà tra i soggetti all'interno della relazione con occhi oggettivi, liberi quindi da ogni giudizio. Questa astensione da ogni giudizio fa si che si entri appieno nella relazione instaurata, fa si che il dialogo tra i soggetti sia vero e puro, fa si che si riesca a cogliere ciò che si riesce a scavare tra i vissuti emozionali e personali tra i soggetti.
Nell'ascolto attivo sono coinvolti essenzialmente tre componenti processuali: la ricezione di quanto viene trasmesso, l'elaborazione del messaggio, la risposta, quindi un feedback. Il primo processo implica un’attenzione non strutturata, centrata sui messaggi dell’emittente. L'altro elemento importante è porre l’attenzione alle modalità non verbali (sensoriali) utilizzate prevalentemente dal nostro soggetto interlocutore quando si esprime (visive, cenestesiche o uditive). Il feedback esprime la nostra risposta, ovvero far ritornare al nostro soggetto ciò che è merito di comprensione, ovvero quanto siamo riusciti a comprendere di ciò che ci è stato trasmesso.
