mercoledì 22 febbraio 2012

La Legge 135

In questo post è mio intento pubblicarvi il riferimento normativo per la lotta e prevenzione a una malattia da non sottovalutare : l' AIDS. E il contesto di operatività in strada prevede di saper affrontare la tematica coi giovani, illustrandone la prevenzione per evitare eventuali forme di contagio nei rapporti sessuali che si possono incontrare durante il corso della nostra vita.

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_1654_allegato.pdf

La Legge 216

In questo post compare la Legge 216, il testo da prendere in esame circa la tematica della criminalità giovanile, un reale contesto di incontro nel progetto di tirocinio.
Buona visione..

http://www.camera.it/_bicamerali/infanzia/leggi/l216.htm

lunedì 20 febbraio 2012

La Legge 309

Questo è il testo della Legge 309 in formato di sola lettura, da visualizzare per la consultazione dei riferimenti normativi, utili ai fini del progetto di tirocinio in atto.
Buona consultazione..

http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/13/Legge_309_90.pdf

Riferimenti normativi

Risulta evidente soffermare la nostra attenzione al quadro legislativo, ovvero al tipo di leggi che dovevamo rispettare per affrontare l'operato in strada in situazioni di agio e disagio nei vari contesti aggregativi : la Legge 309, la Legge 216, la Legge 135.

La Legge 309
"Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza".

La Legge 216.
"Primi interventi in favore dei minori soggetti a rischio di coinvolgimento in attività criminose".

La Legge 135.
"Piano degli interventi urgenti in materia di prevenzione e lotta all' AIDS".

domenica 19 febbraio 2012

Caratteristiche dell'educatore in strada affrontate nel progetto di tirocinio

Un’ulteriore qualità che un educatore deve acquisire e possedere: l’essere autorevoli . I giovani li possiamo paragonare a delle spugne: assorbono comportamenti che i ritmi sociali manifestano. Di sicuro la metafora adottata poc’anzi non renderà l’idea appieno del concetto da esprimere ma serve a farci capire che per un buon lavoro in strada, a contatto coi giovani, nei vari contesti aggregativi, in situazioni sia di agio che di disagio, è un elemento fondamentale adottare un carattere autorevole. L’essere autorevoli porta ad instaurare coi ragazzi una relazione di fiducia, uno stimolo affinché questa relazione abbia un seguito: l’educatore incarna un modello da seguire con un messaggio ben preciso, una giusta via fatta di moderatezza e responsabilità. Al tempo stesso, rielaborando l’essere autorevoli, calandolo nell’obiettivo da raggiungere, ha rappresentato la base di appoggio su cui confrontarsi con le cariche istituzionali: il carattere deciso ha manifestato non poco interesse nei confronti delle istituzioni locali cui ci relazionavamo, e l’educatore di strada veniva pertanto visto come una carica responsabile in grado di soddisfare bisogni locali, animando i ragazzi in strada, in grado di non perdere mai il controllo della progettualità educativa da intraprendere, senza compromettere l’efficacia della relazione adottata con i vari contesti del progetto.

Caratteristiche dell'educatore in strada affrontate nel progetto di tirocinio


Una delle caratteristiche che un educatore deve possedere per essere in grado di fornire una solida ed efficace relazione coi ragazzi e per relazionarsi con organi istituzionali è l’uso di un linguaggio appropriato da adottare nei vari contesti. I giovani, spesso mutano il convenzionale linguaggio per comunicare tra pari, per identificarsi, creando un idioma personalizzato, costituito da codici per riconoscersi, che li rappresenti, mutando di volta in volta il significato che noi attribuiamo alle parole che usiamo, per inventarne altre: sembra quasi una pratica sociale, e per entrare in contatto con loro l’educatore deve essere in grado di riconoscere ed interpretare tali codici linguistici. Al tempo stesso deve mantenere inalterata l’elevata capacità di esprimersi al contatto con le istituzioni presenti nel territorio, al fine di dare credibilità, coerenza al lavoro da svolgere in strada coi giovani. L’adottare un linguaggio “adattabile”, in grado di comprendere le relazioni giovanili e di sedersi al tavolo delle trattative con gli organi istituzionali, fatto di formalismi, di un lessico piuttosto ricco e forbito, sembra essere la chiave del successo per un adeguato lavoro in strada, costituito da progettualità pedagogica da intraprendere coi giovani nel territorio in cui vivono: competenza che un educatore è tenuto ad apprendere.