In Italia lo sviluppo della figura dell'educatore di strada è stata stimolata dalle esperienze di volontariato, sia dai laici che dai sacerdoti, da Don Bosco a Don Milani : si è avvertita quindi la necessità di una preparazione sufficientemente adeguata e strutturata per far fronte a problematiche emergenti.
Tra i primi documenti che testimoniano l'operatività degli operatori in strada compaiono "La Carta di Certaldo" e "La Carta di Candia".
La Carta di Certaldo
E' un documento scritto risalente al 1994 a seguito di un incontro di confronto tra operatori, promosso dal Comune di Certaldo (in provincia di Arezzo) : con tale documento sono stati presi in considerazione alcuni aspetti quali la dimensione metodologica, i contenuti essenziali del lavoro in strada, la professionalità dell'educatore nell'agire animativo - educativo.
La Carta di Candia
E' un documento scritto qualche anno più tardi, nel 1997, a seguito di un seminario tra Nord e Sud del mondo: esso presenta un taglio più culturale, evidenziando i vari elementi di diversità e vicinanza delle varie esperienze dell'educativa di strada nei vari Paesi in cui sono stati avviati tali progetti. Tra i vari elementi presi in considerazione compaiono le finalità dei progetti dell'educativa di strada, i saperi espressi, la relazione educativa nel lavoro in rete, il rapporto con le istituzioni locali, la formazione degli educatori, la valutazione degli interventi avvenuti in fasi conflittuali.
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