lunedì 22 ottobre 2012

Il rapporto col nucleo famigliare











Nelle varie attività a contatto coi ragazzi in strada, dopo le attività di mappature e aggancio, era fondamentale in qualità di educatori, contestualizzare maggiormente il profilo dei ragazzi contattati. Pertanto si è ritenuto assolutamente necessario attuare una serie di relazioni che ci permettesse di metterci in contatto con la famiglia di appartenenza dei ragazzi, per poter esaminare in maniera più dettagliata i fattori di rischio che interessavano l'area dell'eventuale stato di disagio dei ragazzi.
La famiglia, costituiva, il primo passo. Poter avere informazioni sul contesto famigliare di appartenenza costituiva un grandissimo passo avanti che ci permetteva di poter intravedere un primo percorso progettuale, di pianificare un ipotetico evento per collaborare coi giovani, promuovendo loro benessere nello stare assieme, migliorando la propria consapevolezza di ciò che si è.
Talvolta, l'incontro coi famigliari può ridursi ad un misero approccio, meramente formalizzato ti tipo conoscitivo, non voluto, dato al caso: è solo il primo passo ed è plausibile non pretendere grandi cose da tale primo incontro casuale. Risulta evidente sottolineare a tal proposito che ogni mero incontro deve ritenersi privo di eventuali giudizi qualitativi, di valore: è competenza di noi educatori sospendere il giudizio per attivare una visione ampia del contesto che stiamo intravedendo.
Ciò che si va a creare è la realizzazione di eventuali altri rapporti con la società civile che ci permette di apprendere a pieno titolo la contestualizzazione del nucleo famigliare. Le varie fasi di aggregazione costituiscono i vari legami che la famiglia instaura (dalle associazioni sportive di tipo dilettantistico, alle manifestazioni di tipo culturale, ai vari accessi alle attività parrocchiali, etc...) e pertanto ci permette di stilare una serie di contatti utili a delineare il contesto famigliare, ovvero e in altre parole, i posti che la famiglia “frequenta”. Quindi i vari contesti aggregativi costituiscono l'insieme di nodi che la famiglia utilizza per muoversi nella società civile, il nostro contesto di riferimento, utile per stilare un ipotetico progetto da attuare coi giovani (i loro figli).
Saper vedere, apprendere tali contesti, significa saper guardare le dinamiche che interagiscono tra i giovani agganciati dopo la mappatura, e il progetto utile, per far si che si crei e si instauri la consapevolezza che coinvolgere il nucleo famigliare non significa invadere spazi di altrui competenza, ma coltivare valori sullo stesso terreno fertile. 

 
 

Nessun commento:

Posta un commento