Nelle
varie attività a contatto coi ragazzi in strada, dopo le attività
di mappature e aggancio, era fondamentale in qualità di educatori,
contestualizzare maggiormente il profilo dei ragazzi contattati.
Pertanto si è ritenuto assolutamente necessario attuare una serie di
relazioni che ci permettesse di metterci in contatto con la famiglia
di appartenenza dei ragazzi, per poter esaminare in maniera più
dettagliata i fattori di rischio che interessavano l'area
dell'eventuale stato di disagio dei ragazzi.
La
famiglia, costituiva, il primo passo. Poter avere informazioni sul
contesto famigliare di appartenenza costituiva un grandissimo passo
avanti che ci permetteva di poter intravedere un primo percorso
progettuale, di pianificare un ipotetico evento per collaborare coi
giovani, promuovendo loro benessere nello stare assieme, migliorando
la propria consapevolezza di ciò che si è.
Talvolta,
l'incontro coi famigliari può ridursi ad un misero approccio,
meramente formalizzato ti tipo conoscitivo, non voluto, dato al caso:
è solo il primo passo ed è plausibile non pretendere grandi cose da
tale primo incontro casuale. Risulta evidente sottolineare a tal
proposito che ogni mero incontro deve ritenersi privo di eventuali
giudizi qualitativi, di valore: è competenza di noi educatori
sospendere il giudizio per attivare una visione ampia del contesto
che stiamo intravedendo.
Ciò
che si va a creare è la realizzazione di eventuali altri rapporti
con la società civile che ci permette di apprendere a pieno titolo
la contestualizzazione del nucleo famigliare. Le varie fasi di
aggregazione costituiscono i vari legami che la famiglia instaura
(dalle associazioni sportive di tipo dilettantistico, alle
manifestazioni di tipo culturale, ai vari accessi alle attività
parrocchiali, etc...) e pertanto ci permette di stilare una serie di
contatti utili a delineare il contesto famigliare, ovvero e in altre
parole, i posti che la famiglia “frequenta”. Quindi i vari
contesti aggregativi costituiscono l'insieme di nodi che la famiglia
utilizza per muoversi nella società civile, il nostro contesto di
riferimento, utile per stilare un ipotetico progetto da attuare coi
giovani (i loro figli).
Saper
vedere, apprendere tali contesti, significa saper guardare le
dinamiche che interagiscono tra i giovani agganciati dopo la
mappatura, e il progetto utile, per far si che si crei e si instauri
la consapevolezza che coinvolgere il nucleo famigliare non significa
invadere spazi di altrui competenza, ma coltivare valori sullo stesso
terreno fertile.


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