Ebbene cari lettori, nel corso del tirocinio abbiamo avuto modo di relazionarci con gruppi informali di giovani/ragazzi nei loro contesti aggregativi che...facevano uso di sostanze, di droghe. Capisco benissimo che tale argomento risulta piuttosto delicato da affrontare e soffermarci, ma credo sia doveroso dare almeno una breve panoramica del contesto.
Beh
innanzitutto credo sia doveroso soffermarci su alcuni concetti
chiave. Per sostanza
stupefacente
cosa intendiamo??? Intendiamo una qualsiasi sostanza che in
virtù dei propri effetti farmacologici sul sistema
nervoso centrale,
e in particolare sullo stato
di coscienza,
son fatte oggetto di uso non terapeutico, ma vengono usate
spontaneamente. L'uso di alcune di queste sostanze può determinare
l'insorgenza di fenomeni di dipendenza
fisica e/o psichica (sfociando poi in tossicodipendenza),
oltre che di effetti collaterali; in genere l'uso e la detenzione è
regolato dalla legge italiana (riguardo la quantità da poter tenere
liberamente, o per quanto riguarda lo spaccio, ovvero il ricavar
soldi dalla “vendita” di tali sostanze).
Quindi,
potremo riassumere affermando che le sostanze stupefacenti, dette
anche psicoattive
o psicotrope (che
nel linguaggio di oggigiorno chiamiamo sinteticamente “droghe”)
sono sostanze chimiche attive da un punto di vista farmacologico,
capaci di alterare l'attività mentale, e in grado di indurre a
fenomeni di dipendenza o assuefazione.
Ebbene
lo ammetto: lavorando in strada a contatto coi giovani nei loro
contesti di aggregazione ci è capitato come educatori di incontrare
giovani che facevano uso di tali sostanze.
Il
nostro compito, in base al nostro ruolo a contatto anche con cariche
istituzionali presenti nei vari comuni, era di limitare i danni! Ma
come si fa a non far assumere sostanze psicoattive a i giovani al
momento del nostro incontro con loro? Non è cosa semplice dare
risposte a questo quesito, piuttosto ci eravamo prefissati di trovare
metodi e alternative per distogliere l'attenzione dei giovani all'uso
di queste sostanze. Principalmente abbiamo agito con lo sport, il
grosso motore in grado di far muovere i giovani, di spingerli ad
abbandonare tale strada, poiché proprio con lo sport i giovani
riescono a mettersi in gioco, riescono ad intravedere valori di
lealtà fondamentali per il vivere assieme!
Ora
non ritengo sia utile soffermarci sui risultati ottenuti, in quanto
le nostre proposte di attività sportive dovevano far i conti con il
territorio che ci ospitava, con i giovani, con l'organizzazione
comunale in grado di fornirci tale servizio, il più possibile poco
oneroso in termini di denaro da parte di tutte le parti coinvolte per
il progetto di educativa di strada; sta di fatto che l'educatore
mirava al raggiungimento di uno scopo ben preciso: far
passare un messaggio del sano divertimento responsabile,
far passare l'idea che per riunirsi non occorrevano droghe o
sostanze varie, bastava bensì l'idea dello star insieme, di
aggregarsi nei vari mille modi possibili privi di situazioni in
cui si incrociassero tali contesti dettati da queste sostanze,
proprio per far emergere un divertimento, sano e responsabile! Un
utopia forse questa, poiché il nostro lanciar un messaggio andava
scontrandosi con usi e costumi diversi.
Probabilmente
non è stato dedicato abbastanza tempo per affrontare tale
situazione, sta di fatto però che tanto da dire in effetti non c'è
poiché gli effetti che l'uso di tali sostanze provocano li
conosciamo tutti anche mixati ad alcool come cornice (sta di fatto
che i mass media dedicano abbastanza tempo e spazio a vari servizi di
cronaca giovanile in cui compaiono dei morti a causa delle droghe..);
il nostro intento avrebbe avuto risvolti ben diversi in contesti in
cui compaiono tali sostanze, all'interno di discoteche per esempio,
ma si sa che in tali contesti non vi è accesso gratuito e garantito
per un servizio come il nostro: in primo luogo il contesto non ci
permette di relazionarci coi giovani a causa dell'elevato volume
della musica, e in secondo luogo i gestori di tali luoghi di incontro
non vedono di buon occhio la nostra presenza, pensandola come
altamente distruttiva per i loro affari manageriali...
Nel
nostro operato vi era questo intento di lanciare un messaggio forte
ai giovani, per il divertimento responsabile, ma crediamo che vi sia
poca accoglienza per il nostro servizio di prevenzione all'interno di
realtà definite poc'anzi..
Nessun commento:
Posta un commento