domenica 12 agosto 2012

L'aggressività

A questo punto cari lettori penso sia doveroso soffermarci su tali comportamenti devianti di prevaricazione che si manifestano con l'aggressività. Risulta doveroso affermare, a tal proposito, che il comportamento del bullo rientra a pieno titolo nella categoria dei “comportamenti aggressivi”, come l'inizio, quindi, di “condotte antisociali” manifestandosi con l'aggressività per l'appunto. Da alcuni studi socio-psico-pedagogici condotti oltre oceano si sottolinea la necessità di diversificare l'aggressività, distinguendola come reattiva e pro-attiva.
  • L'aggressività reattiva è di tipo impulsivo. E' esplosiva: il soggetto bullo esordisce in modo improvviso e privo di controllo, evidenziando elevati livelli di rabbia e irritabilità, con elevata riduzione di self-control ma alti livelli di ansia sociale. Risulta pertanto un tipo di aggressività che risponde a cause sociali ben specifiche dove il soggetto bullo ritiene di doversi difendere: tale comportamento aggressivo, pertanto, risulta essere l'unico mezzo possibile, per il soggetto definito bullo, per rispondere in modo impulsivo a ciò che egli stesso percepisce come probabile minaccia sociale.
  • L'aggressività pro-attiva, invece, è caratterizzata da comportamenti freddi dei soggetti bulli, e mirano a perseguire un obiettivo ben specifico: un soggetto che agisce in questo modo si presenta con scarsissimi livelli di empatia verso il prossimo ed è privo di sensi di colpa. Tale comportamento aggressivo si concretizza con un'attenta pianificazione dell'evento doloso per la vittima, una programmazione che mira quindi al solo raggiungimento dello scopo: attaccare la vittima; è pertanto un atto volto a creare danni o difficoltà alla vittima. Non sempre tale forma di aggressività si manifesta con la forza fisica del bullo, ma possono verificarsi comportamenti aggressivi anche verbali, minacciando la vittima, deridendola.

Dopo questa breve panoramica dove abbiamo avuto modo di effettuare una distinzione tra le due forme di aggressività in merito agli studi oltre oceano, è bene ricordare che il filo conduttore dei comportamenti aggressivi risulta essere il contesto di appartenenza dei bulli: in linea di massima (ma non si deve considerare come una vera e propria regola ben specifica da seguire poiché potrebbero svilupparsi vari casi isolati..) potremo affermare che, tendenzialmente un soggetto assumerà comportamenti da bullo, e verrà etichettato socialmente come tale, se appartenente a classi sociali meno agiate, se presenterà un difficile inserimento scolastico e nel mondo lavorativo qualora abbandoni la scuola ancor prima di ultimare i propri studi (pertanto vi sarà un alto tasso di scolarizzazione in questi casi..) e le due agenzie educative primarie, la famiglia e la scuola, risulteranno pressoché assenti nell'individuare a attivare un vero e proprio progetto di educazione/rieducazione al fine di promuovere una maggior consapevolezza di sé, delle proprie capacità, miglior autostima, maggior responsabilizzazione.

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