Ebbene
si cari lettori: a tutti gli effetti l'avvento della tecnologia ha
segnato importanti traguardi! Dalle cartoline ricordo alle foto
scattate e spedite via mail o pubblicate nei social-network, dal
piccione viaggiatore alle comunicazioni via mail..la tecnologia ha
rivoluzionato, e lo sta facendo tuttora, i nostri stili
comportamentali, le nostre abitudini, ma un uso moralmente etico
sembra doveroso al fine di promuovere sempre più un benessere
interiore, distinguendo la vita reale dalla vita virtuale. Oh beh per
carità, lungi da me nel definire assurda inutile ogni forma di
ricerca, ogni innovazione, ma un uso attento di tutta questa
tecnologia sembra essere il cavallo di battaglia per affrontare tutte
queste nuove sfide educative segnate da sms,
mms, mail,tag
e quant'altro.. Proprio con l'avvento della tecnologia, di questi
nuovi modi di comunicare hanno portato altresì comportamenti
moralmente e/o materiamente aggressivi che sfociano ugualmente in
violenza...tecnologica!
Il
termine cyberbullismo
è stato coniato oltre oceano in merito a studi riguardanti
comportamenti lesivi della reputazione, della privacy, o in generale
della serenità psico-ficica della persona che diviene vittima. E'
una definizione giovane, questa, che in merito a tali studi ha avuto
modo di venire classificata, in base chiaramente ai comportamenti
messi in atto dal manifestarsi del bullismo elettronico.
Varie
sono le definizioni tradotte minuziosamente in lingua inglese, poche
son quelle conosciute: dalla diffusione di messaggi violenti per
creare antagonismo; dalla continua e ripetuta spedizione di messaggi
con lo scopo di creare disagio e sofferenza al destinatario; dalla
pubblicazione di informazioni private per conto di altre persone,
dall'isolamento relazionale, voluto, di certi soggetti; dal più
noto”cyberstalking”, ovvero da molestie e minacce ripetute
con l'intento di turbare la serenità della vittima.
Non
esamineremo nel dettaglio ogni singolo comportamento offensivo, ma
risulta importante sottolineare alcuni concetti chiave, che
delimitano la scena dei fenomeni virtuali in esame. La relazione con
la vittima risulta pressoché inesistente: in un clima simile il
bullo agisce in pieno e assoluto “disimpegno morale”, in quanto
l'assenza di questa relazione incrementa maggiormente nel bullo la
capacità di non sentirsi parte, di comportarsi in modo assolutamente
normale, lontano da fattori che potrebbero in qualche modo
compromettere la riuscita dei suoi intenti violenti.
Altri
esempi sicuramente potranno emergere, ai nostri intenti di tirocinio
in contesti di aggregazione giovanile in ambito di agio che di
disagio: occorre tener presente il valore dell'evento educativo come
filo conduttore per la buona riuscita di progettualità in ambito
pedagogico.
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