venerdì 24 agosto 2012

La nuova era: il cyberbulling


Ebbene si cari lettori: a tutti gli effetti l'avvento della tecnologia ha segnato importanti traguardi! Dalle cartoline ricordo alle foto scattate e spedite via mail o pubblicate nei social-network, dal piccione viaggiatore alle comunicazioni via mail..la tecnologia ha rivoluzionato, e lo sta facendo tuttora, i nostri stili comportamentali, le nostre abitudini, ma un uso moralmente etico sembra doveroso al fine di promuovere sempre più un benessere interiore, distinguendo la vita reale dalla vita virtuale. Oh beh per carità, lungi da me nel definire assurda inutile ogni forma di ricerca, ogni innovazione, ma un uso attento di tutta questa tecnologia sembra essere il cavallo di battaglia per affrontare tutte queste nuove sfide educative segnate da sms, mms, mail,tag e quant'altro.. Proprio con l'avvento della tecnologia, di questi nuovi modi di comunicare hanno portato altresì comportamenti moralmente e/o materiamente aggressivi che sfociano ugualmente in violenza...tecnologica!
Il termine cyberbullismo è stato coniato oltre oceano in merito a studi riguardanti comportamenti lesivi della reputazione, della privacy, o in generale della serenità psico-ficica della persona che diviene vittima. E' una definizione giovane, questa, che in merito a tali studi ha avuto modo di venire classificata, in base chiaramente ai comportamenti messi in atto dal manifestarsi del bullismo elettronico.

Varie sono le definizioni tradotte minuziosamente in lingua inglese, poche son quelle conosciute: dalla diffusione di messaggi violenti per creare antagonismo; dalla continua e ripetuta spedizione di messaggi con lo scopo di creare disagio e sofferenza al destinatario; dalla pubblicazione di informazioni private per conto di altre persone, dall'isolamento relazionale, voluto, di certi soggetti; dal più noto”cyberstalking”, ovvero da molestie e minacce ripetute con l'intento di turbare la serenità della vittima.

Non esamineremo nel dettaglio ogni singolo comportamento offensivo, ma risulta importante sottolineare alcuni concetti chiave, che delimitano la scena dei fenomeni virtuali in esame. La relazione con la vittima risulta pressoché inesistente: in un clima simile il bullo agisce in pieno e assoluto “disimpegno morale”, in quanto l'assenza di questa relazione incrementa maggiormente nel bullo la capacità di non sentirsi parte, di comportarsi in modo assolutamente normale, lontano da fattori che potrebbero in qualche modo compromettere la riuscita dei suoi intenti violenti.
Altri esempi sicuramente potranno emergere, ai nostri intenti di tirocinio in contesti di aggregazione giovanile in ambito di agio che di disagio: occorre tener presente il valore dell'evento educativo come filo conduttore per la buona riuscita di progettualità in ambito pedagogico.

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