Nelle
varie attività proposte in contesti di aggregazione giovanile,
nell'agio e nelle situazioni di disagio ho avuto modo di incontrare
vari fenomeni di disagio giovanile, uno tra i quali noto come
bullismo. Ora è mia intenzione dare una piccola
panoramica su tale fenomeno. Innanzitutto diamo una definizione di
bullismo, definendolo come un “comportamento aggressivo,
ripetuto, che alcuni soggetti in età adolescenziale vittimizzano un
loro pari più debole”. Risulta evidente che tale definizione
deriva da vari approcci di tipo sociologico. Andando più a fondo,
scavando all'interno di questo fenomeno, possiamo altresì affermare
che presenta tre caratteristiche essenziali : la frequenza,
l'intenzionalità, e la relazione asimmetrica tra il/i
soggetto/soggetti e la vittima.
E'
mio intento ora analizzare un po' più nel dettaglio queste tre
caratteristiche.
- La frequenza. La intendiamo come la persistenza nel tempo di tali comportamenti devianti, di prevaricazione/sopraffazione ai danni della vittima: il bullo aggredisce, intimorisce giorno dopo giorno la vittima prescelta.
- L'intenzionalità. E' intento del bullo fare del male alla vittima, di umiliarla; non è da considerarsi come una ragazzata, o come un fattore fisiologico proprio della fase di crescita del soggetto considerato bullo, bensì è da intendersi proprio come un atto volontario.
- La relazione asimmetrica. La questione è chiara: vi è una netta relazione di asimmetria tra bullo e vittima, il bullo come soggetto dominante nella relazione, la vittima come soggetto che subisce le ritorsioni dei bulli, incapace di manifestare la propria persona, la propria autorità, il proprio essere come soggetto appartenente alla vita sociale.
Le
forme principali con il quale tale comportamento deviante si
manifesta sono essenzialmente due : una forma diretta, e una forma
indiretta.
La
forma diretta è la più facilmente riconoscibile, e si manifesta con
una prevaricazione sia sotto l'aspetto fisico che verbale: la
prevaricazione fisica assume l'aspetto della forza manifestandosi con
graffi, spinte di vario genere; l'aspetto verbale della forma diretta
di tale comportamento deviante si manifesta con minacce di vario
genere e di varia natura, con l'espressione di pensieri o idee
intolleranti
riguardo il tessuto
culturale della
vittima, con offese.
La
forma indiretta agisce sotto l'aspetto emotivo e psicologico della
vittima ed è difficilmente individuabile. Le modalità di tali
comportamenti mirano a fra escludere la vittima dal gruppo dei pari
nei contesti di aggregazione, diffondendo calunnie di vario genere .
La vittima viene a situarsi in situazioni sgradevoli, esposta in modo
violento a diffamazioni che provocano malumori per la vittima, per il
proprio vivere. E' la forma più difficile da individuare poiché si
avvale di precisi strumenti comunicativi e per il conseguimento di
precisi scopi di esclusione sociale, mirando a stati di marginalità
dal gruppo dei coetanei.
Ritengo che la tematica sia attuale e di profonda sensibilizzazione da parte delle agenzie educative. Sarebbe utile, anche da un punto di vista etico oltrechè politico, dare più spazio e approfondimenti per poter in qualche modo sollevare la difficile situazione delle famiglie coinvolte socialmente. VT
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