giovedì 6 settembre 2012

La questione degli immigrati: tra stereotipi e pregiudizi...

Tornando a noi, proseguendo col nostro percorso circa la tematica della presenza di immigrati nei nostri incontri coi giovani in strada, ritengo sia doveroso soffermarci su alcuni concetti chiave per poter poi definire il migrante, anche e soprattutto in ambito sociale. I due concetti sono : stereotipo e pregiudizio. Ebbene, ritengo sia utile soffermarci su tali definizioni affinché vi possa essere chiarezza.
Per stereotipo noi intendiamo un'idea negativa che comunemente abbiamo di alcune persone in relazione a loro caratteristiche particolari.
Per pregiudizio, invece, intendiamo un'attribuzione di significato, riconosciuta e condivisa, ancor prima di conoscere la persona: un giudizio che viene prima di conoscere! Ritornando a noi: siamo proprio sicuri che la persona che viva alla porta affianco alla nostra sia così dannosa e nociva per noi, per la nostra società? O potremo, a questo punto dire, che l'immigrato, con regolare permesso di soggiorno, che vive accanto alle nostre mura domestiche altro non sia che una persona, con usi e costumi diversi dai nostri che socialmente condividiamo, ma che abbia una situazione del tutto identica alla nostra, quanto alla vita che quotidianamente vive? Ebbene, i due concetti sopra citati servono soprattutto a noi, come lente d'ingrandimento della nostra realtà, per uscire da canoni comuni, socialmente condivisi, al fine di migliorare il nostro quieto vivere comune.
Questi brevi “fuori pista” hanno, a mio avviso, messo in luce una visione nettamente diversificata del nostro modo di guardare la realtà che ci circonda e al tempo stesso han fatto sì che vi sia chiarezza , sia per quanto riguarda la terminologia da adottare, sia per la completa visione di chi ci sta attorno. In qualità di tirocinante, è parso doveroso intravedere queste sottigliezze che fan parte del vivere comune, con lo scopo di filtrare realtà sconosciute. Quasi una sorta di mediazione.
Pertanto, nelle varie attività di tirocinante, abbiamo avuto modo di incontrare questi giovani appartenenti a culture diverse dalla nostra, e alla domanda :”ma chi è in realtà Abdul” (il nome è del tutto inventato), la nostra risposta, molto semplicemente è di rispecchiare tutta la persona. Abdul è un ragazzo, ricongiunto ai giorni nostri ai propri famigliari, che frequenta la scuola, che è regolarmente iscritto alla scuola dilettantistica di una data associazione di una qualche disciplina sportiva e che vive in Italia per unirsi ai suoi genitori, che tempo addietro sognavano un futuro migliore per il loro figlio. Che c'è di strano e di male?!?! Certo, può essere vero anche il contrario, quindi magari fosse realmente così...
Sta di fatto che il mio intento era, ed è, di coscentizzare le nostre menti, al fine di poter avere una larga visione d'insieme della situazione per costruire un progetto educativo che possa rispecchiare il più possibile le aspettative dell'utenza con la quale un educatore deve interfacciarsi. Porre giudizi a priori, non fa altro che muovere ostilità!

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