Un
altro fenomeno incontrato durante le uscite in equipe con gli
educatori nella varie attività coi giovani nei vari contesti è la
presenza di stranieri. Nei vari contesti di aggregazione giovanile
abbiamo avuto modo di incontrare gruppi di ragazzi non omogenei sotto
vari aspetti: per età, sesso, stili comportamentali, appartenenza
sociale, appartenenza culturale. Proprio quest'ultimo fattore è
stato un tema delicato da dover gestire poiché l'appartenenza di
soggetti appartenenti a culture diverse dalla nostra ci ha permesso
una larghezza di vedute.
Ebbene,
nelle varie fasi dell'educativa di strada, dalla mappatura
all'aggancio dei giovani nei loro abituali contesti di aggregazione,
capitava spesso di notare la presenza di soggetti appartenenti a
culture diverse dalla nostra che potremo qui e ora definire
convenzionalmente come mediterranea: ognuno di loro con la
propria storia, il proprio passato, il proprio vissuto esperienziale,
le proprie credenze, le proprie abitudini, il proprio bagaglio
culturale di norme e valori, le proprie motivazioni riguardo la
scelta del suolo italiano come meta di vita, insomma dell'Italia come
società in cui vivere. Proprio queste motivazioni ci portano a
vedere come certi stili culturali abbiano saputo adattarsi o meno
alla società italiana, in un pieno progetto di interazione e
inserimento nella vita sociale italiana.
Ma
chi è il migrante? Le risposte a simile domanda potrebbero essere
tante! E ogni risposta risiede nelle motivazioni, per l'appunto,
della sua presenza in Italia, dai suoi perché. Il migrante (o lo
straniero) pertanto è colui che nel nostro immaginario collettivo
definiamo immigrato. Immigrato per vari motivi: ogni
migrazione porta in sé una storia. Una storia fatta di dolori, di
sofferenze, di fuga, di ricongiungimenti. Il migrante migra per
scappare dalla propria condizione socio-politica del paese di
origine; per trovare una società che rispetti i diritti fondamentali
dell'uomo, dove non vi sia per esempio la pena di morte; il migrante
migra per fuggire da condizioni di povertà del paese di origine;
migra per ricongiungersi coi propri cari famigliari migrati tempi
addietro; migra per istruzione, per aver accesso ad un'istruzione
paritaria e parificata, magari decidendo di portare con se in seguito
il proprio sapere, da condividere con la società, per migliorarla...
Potremo continuar a far altri numerosi esempi delle motivazioni che
spingono giovani e meno giovani a lasciar il proprio paese. E si sa,
le migrazioni fanno parte della storia: l'uomo si spingeva a cercar
cibo tempo addietro in società nomadi; o legato, più recentemente,
alla tratta degli schiavi; o legato da un contratto di lavoro che lo
impegnava come persona in un paese diverso da quello di origine..
senza grossi salti proviamo a pensare al progetto Erasmus di noi
studenti, a questa splendida opportunità che il mondo
dell'istruzione offre a noi studenti di coltivar lo stesso percorso
di studi, intrapreso in Italia, in un altro paese, per un periodo di
tempo...per non parlare della fuga di cervelli, questo
fenomeno mai così attuale... Una breve carrellata ci ha fatto capire
che il tema delle migrazioni non è di certo dei giorni nostri, bensì
trova le proprie radici dalla nascita dell'uomo...
Ma..ci
siamo dilungati un po' troppo e abbiamo rischiato di andar fuori tema
di questo post..
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