sabato 1 settembre 2012

L'immigrato: tra interazione e coesione sociale

Un altro fenomeno incontrato durante le uscite in equipe con gli educatori nella varie attività coi giovani nei vari contesti è la presenza di stranieri. Nei vari contesti di aggregazione giovanile abbiamo avuto modo di incontrare gruppi di ragazzi non omogenei sotto vari aspetti: per età, sesso, stili comportamentali, appartenenza sociale, appartenenza culturale. Proprio quest'ultimo fattore è stato un tema delicato da dover gestire poiché l'appartenenza di soggetti appartenenti a culture diverse dalla nostra ci ha permesso una larghezza di vedute.
Ebbene, nelle varie fasi dell'educativa di strada, dalla mappatura all'aggancio dei giovani nei loro abituali contesti di aggregazione, capitava spesso di notare la presenza di soggetti appartenenti a culture diverse dalla nostra che potremo qui e ora definire convenzionalmente come mediterranea: ognuno di loro con la propria storia, il proprio passato, il proprio vissuto esperienziale, le proprie credenze, le proprie abitudini, il proprio bagaglio culturale di norme e valori, le proprie motivazioni riguardo la scelta del suolo italiano come meta di vita, insomma dell'Italia come società in cui vivere. Proprio queste motivazioni ci portano a vedere come certi stili culturali abbiano saputo adattarsi o meno alla società italiana, in un pieno progetto di interazione e inserimento nella vita sociale italiana.
Ma chi è il migrante? Le risposte a simile domanda potrebbero essere tante! E ogni risposta risiede nelle motivazioni, per l'appunto, della sua presenza in Italia, dai suoi perché. Il migrante (o lo straniero) pertanto è colui che nel nostro immaginario collettivo definiamo immigrato. Immigrato per vari motivi: ogni migrazione porta in sé una storia. Una storia fatta di dolori, di sofferenze, di fuga, di ricongiungimenti. Il migrante migra per scappare dalla propria condizione socio-politica del paese di origine; per trovare una società che rispetti i diritti fondamentali dell'uomo, dove non vi sia per esempio la pena di morte; il migrante migra per fuggire da condizioni di povertà del paese di origine; migra per ricongiungersi coi propri cari famigliari migrati tempi addietro; migra per istruzione, per aver accesso ad un'istruzione paritaria e parificata, magari decidendo di portare con se in seguito il proprio sapere, da condividere con la società, per migliorarla... Potremo continuar a far altri numerosi esempi delle motivazioni che spingono giovani e meno giovani a lasciar il proprio paese. E si sa, le migrazioni fanno parte della storia: l'uomo si spingeva a cercar cibo tempo addietro in società nomadi; o legato, più recentemente, alla tratta degli schiavi; o legato da un contratto di lavoro che lo impegnava come persona in un paese diverso da quello di origine.. senza grossi salti proviamo a pensare al progetto Erasmus di noi studenti, a questa splendida opportunità che il mondo dell'istruzione offre a noi studenti di coltivar lo stesso percorso di studi, intrapreso in Italia, in un altro paese, per un periodo di tempo...per non parlare della fuga di cervelli, questo fenomeno mai così attuale... Una breve carrellata ci ha fatto capire che il tema delle migrazioni non è di certo dei giorni nostri, bensì trova le proprie radici dalla nascita dell'uomo...
Ma..ci siamo dilungati un po' troppo e abbiamo rischiato di andar fuori tema di questo post..

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